QUOTA ASSOCIATIVA INFO

PUÒ ESSERE GRATUITA?

No, perchè per il Fisco è un modo comodo per trasformare un Cliente in un Socio. Il minimo (che non abbiamo mai visto mettere in discussione) è di 5 euro

 

PUO’ ESSERE RATEIZZATA?

NO. Proprio perchè, dando i diritti sociali, e dovendo essere rispettato il principio di democrazia, deve essere pagata in soluzione unica (altrimenti che succederebbe in assemblea soci nei confronti di coloro che non l’avessero saldata? che avrebbero i diritti di voto “a percentuale”?).

 

QUANDO DEVE ESSERE PAGATA?

Se a Statuto non avete scritto una data fissa, di solito dovrebbe essere pagata entro il giorno della Assemblea Soci Annuale (almeno una all’anno deve essere tenuta entro 4 mesi dalla chiusura dell’anno sociale per l’approvazione del REFA) per potervi partecipare con diritto di voto. Nulla vieta però che il socio non partecipi alle Assemblee e voglia pagarla in qualsiasi momento dell’anno sociale. Si può fare.

 

PERCHÉ É DEFINITA “MINIMA”?

Perchè, per un principio elementare di democrazia, tutti i soci devono poter maturare i diritti elettorali democratici pagando la stessa quota. Altrimenti si avrebbe il paradosso che alcune fasce di soci siano agevolate. Il caso tipico è la Bocciofila (PS: non mi fate scrivere dal Presidente Nazionale della vostra Federazione una lettera di reclamo) che prevede per gli over 65 una quota più bassa: in quel modo una generazione ha in mano di fatto il Consiglio Direttivo, impedendo che i più giovani possano trovare una maggioranza.


C’è modo di aggirare questa norma? NO, NO e ANCORA NO! Lo sappiamo, in giro ci sono migliaia di Associazioni (anche grandi, famose e importanti) che lo fanno. Ciò non toglie che SIA SBAGLIATO. Quello che potete fare è individuare delle quote sociali più alte per altre categorie di soci ma che siano dichiaratamente


CONSIGLIATE.

Ecco come potreste fare:

Quota sociale annuale minima uguale per tutti: 10 euro

•Under 18: 10 Euro

•Disoccupati: 15 Euro (quota consigliata)

•Over 65: 25 Euro (quota consigliata)

•Standard: 100 Euro (quota consigliata)

 

CHI NON LA PAGA LO POSSO BUTTAR FUORI DALL’ASSOCIAZIONE SU DUE PIEDI?

Chi ci segue sa già la risposta: NO.

Il rapporto associativo non può concludersi con la semplice cancellazione anno per anno del socio che non rinnova la quota. Esiste una procedura che va seguita. Se il vostro statuto dice il contrario… Va rifatto!

E CHI NON L’HA PAGATA PER ANNI DI FILA, DEVE PAGARE SOLO L’ANNO IN CORSO O ANCHE QUELLI PRECEDENTI?

Anche questo dovreste stabilirlo a Statuto. Nel caso non l’abbiate fatto, decidetelo nella prossima Assemblea Soci e poi seguite la regola che vi sarete dati per tutti.

 

COS’É un CONTRIBUTO SOCI/ ASSOCIATIVO?

Si tratta di un elargizione in denaro a fondo perduto che il singolo socio può dare alla sua Associazione per diversi motivi: per far partire un progetto, per partecipare ad una attività, per iscriversi ad un corso, per pagare debiti o spese dell’Associazione stessa. Può essere ripartito in mesi diversi ma anche anni.

ATTENZIONE: non c’entra nulla con le Erogazioni Liberali (volgarmente dette “Donazioni”).

Si tratta di Entrate che possono essere De-Commercializzate e parificate alle Istituzionali SE l’Associazione segue tutte le regole per essere riconosciuta come No Profit (Modello Eas a posto, Statuto che rispetta le norme, Democrazia interna reale, No spartizioni degli utili ai soci… etc etc).

 

COS’É il COSTO/ QUOTA di TESSERAMENTO?

Se l’Associazione è affiliata ad un Ente superiore (APS/FSN/EPS etc etc) dovrà tesserare tutti o parte dei propri soci (di solito ciò si fa a scopo assicurativo). Questo Tesseramento ha un costo che di solito viene fatto “confluire” nella quota sociale annuale di cui sopra (ma non sempre, ed infatti non è obbligatorio, piuttosto è comodo!). Molte Associazioni che a Statuto hanno deciso di adottare il Tesseramento all’Ente Nazionale come Tesseramento Associativo, chiedono solo questa quota inglobando il tutto: SI PUÒ fare, anche senza mettere una quota addizionale rispetto al costo puro della tessera. Noi lo sconsigliamo, meglio prevedere almeno 5 euro in più rispetto al costo puro in modo da avere un minimo di cassa a giustificare i costi di segreteria di gestione.

 

Tutto chiaro?

Se quello che hai letto lo sapevi già ed è già così che gestisci le cose nella tua associazione, allora significa che sei già a buon punto.

Ma, se quello che hai letto non è quello che succede nella tua associazione… allora hai un grosso problema.

La  gestione della procedura di adesione/ tesseramento dei soci, l’imputazione delle entrate, la procedura per far decadere un socio moroso o che non partecipa più sono fra le prime cose che vengono controllate in caso di accertamento fiscale.

Farle male è quello che porta ad essere accusati che la tua sia una falsa associazione.

Questo perché, se non sono corrette, decade uno dei pilastri del no profit, ovvero la capacità di dimostrare che esiste democrazia interna.

Se non sai in grado di dimostrare questo, il rischio che puoi correre è che la tua venga considerata un’azienda mascherata, e che quindi ti chiedano di pagare le tasse dovute (e relative sanzioni) si TUTTE LE ENTRATE dell’associazione.

Dopodiché, anche se in questo caso non vale il motto mal comune mezzo gaudio, devo dirti che purtroppo sono moltissimi i presidenti che fanno confusione tra quota sociale, contributo soci, tesseramento…

E questo è anche ovvio! Quando sei diventato presidente probabilmente nessuno ti ha spiegato queste cose, hai imparato quello che oggi sai magari chiedendo qua e là.

Forse hai ereditato la tua associazione da qualcun altro e ti sei fidato di chi c’era prima e delle procedure he già c'erano, perché tanto le cose sono sempre state fatte così…

Questo per dirti che sbagliare è umano, però perseverare è diabolico!

Per questo se hai capito che nella tua associazione non gestisci le iscrizioni e le entrate dei soci alla perfezione, devi assolutamente capire se c’è altro che non funziona, e correre ai ripari.


Siccome questo è un periodo “caldo” per il rinnovo delle iscrizioni, è bene fare un ripasso.


Bisogna distinguere una volta per tutte cosa siano la quota associativa, il contributo dai soci e la quota di tesseramento.

Le Associazioni hanno regole generali che non si possono derogare per poter essere riconosciute come no-profit e non correre rischi nè rispetto lo Stato nè rispetto ai propri Soci.


Partiamo però da un dato di fatto: TUTTI i SOCI (o Associati) di una Associazione DEVONO PAGARE la QUOTA SOCIALE ANNUALE/ ASSOCIATIVA minima uguale per tutti.

 

COS’É la QUOTA SOCIALE/ ASSOCIATIVA ANNUALE minima?

É quella quota che TUTTI i soci DEVONO pagare per essere in regola con i doveri sociali. É quella il cui pagamento deve essere segnato sul Libro Soci per rilevare, durante le Assemblee soci, se il singolo socio ha i diritti sociali obbligatori (diritto di elettorato attivo e passivo: cioè poter eleggere ed essere eletto, poter esprimere il proprio voto, poter frequentare i locali sociali – che non significa poter partecipare gratuitamente alle attività dell’Associazione). Si tratta della più pura delle Entrate Istituzionali.

 


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