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Associazioni che hanno bisogno di musica:

ecco COME NON PAGARE LA SIAE


Inizia così un nuovo capitolo sulla vicenda SIAE che tanto interessa le Associazioni italiane; infatti nonostante la norma cardine sia stata abolita nel 1996, la Siae continua a sbandierare la propria “irrinunciabilità” pure in quelle situazioni che fanno riferimento ad artisti che ad essa non sono associati o decidono di utilizzare brani tra quelli da loro non depositati.

Quel che poteva essere ancora incanalato nel novero di una o più sviste casuali, assume ora i contorni inquietanti di una vicenda orchestrata diabolicamente.

Oggi possiamo dire con certezza che la Siae non va pagata e non può pretendere neanche 1 centesimo nei casi sopra citati.

Che la SIAE sia in malafede è stato documentato anche dall’Anci: l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che ha chiarito il suo punto di vista con questa nota i cui punti salienti sono questi:

“In conseguenza della legge 30/97 che ha abolito il diritto demaniale ed abrogato gli artt. 175 e 176 della L.633/41, le utilizzazioni delle opere di pubblico dominio o non tutelate sono libere;

L’autocertificazione deve essere presentata anticipatamente rispetto all’evento spettacolistico e può essere prodotta soltanto nel caso in cui il repertorio programmato preveda l’esecuzione di composizioni interamente di pubblico dominio o non tutelate. Tale dichiarazione dovrà essere sempre corredata da un elenco dettagliato e fedele dei brani che saranno utilizzati o, in sostituzione, da locandine, programmi di sala o qualsiasi altra documentazione idonea a consentire alla SIAE di verificare la correttezza di quanto segnalato. Ove si ritenga opportuno, potranno essere disposti accertamenti per riscontrare la rispondenza tra il repertorio eseguito e quello dichiarato.”

>>> SCARICA QUI UN MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE <<<

Detto questo, appurato che senza Siae si vive comunque bene, vediamo come farlo.

La principale via di fuga consiste nel trovare “opere di pubblico dominio o non tutelate” (cioè non coperte dai diritti SIAE). Vi sono molte soluzioni in questo senso, costituite ad esempio dalle licenze Creative Commons e simili.

In sostanza, utilizzando materiale protetto da licenze CC potete:

– diffondere musica nella vostra sede anche durante eventi aperti ai non soli soci (“uso commerciale”) laddove venga chiarito, negli accordi insiti alla delega che vi daranno, che sono compresi i diritti per questo uso specifico;

– organizzare eventi in cui sia suonata solo musica distribuita tramite CC;

– ricevere gratuitamente, come Associazioni no profit, la stessa musica da parte degli autori medesimi (BASTA CHIEDERE!!!).

Se poi voleste invece allietare i locali della vostra Associazione senza spendere un solo euro, potete ricorrere a Jamendo: il più grande catalogo di musica royalty-free al mondo, con tanto di database diviso per categorie di riferimento.

Parlando di cifre se pensiamo che la quota associativa SIAE è passata, all’anno, da 90 a 160 euro, capirete bene che chi avrà deciso di “autogestirsi” avrà vittoria facile: certo non diventerà automaticamente ricco e famoso ma se non altro non si sarà fatto prendere per le corna. Oltre ciò va ricordato come basti saltare un solo pagamento per perdere la “protezione” acquisita magari in anni e anni di versamenti.